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Sanzioni nel trasporto alimenti: quali rischi corri

21 maggio 2020 / da Sinfo One

Cibi e bevande trasportati in cattive condizioni rappresentano un pericolo per i consumatori e per questo le sanzioni nel trasporto alimenti sono uno strumento sempre più utilizzato. Per certi versi, indispensabile nella tutela della salute pubblica e nella prevenzione di frodi alimentari.

Che si tratti di alimenti freschi o confezionati, il trasporto è una fase delicata che deve salvaguardare qualità, igiene e sicurezza dei prodotti, per questo va effettuata con la massima attenzione e cautela e non può certo essere lasciata al caso.

I pericoli e le sanzioni nei trasporti alimentari

Spesso, quando si parla di filiera agroalimentare si pensa alla raccolta delle materie prime e alle fasi di manipolazione di un prodotto, ma gli addetti ai lavori sanno bene come la conservazione corretta in ogni fase riguardi non solo i semilavorati ma anche il trasporto dell’alimento confezionato verso gli scaffali dei distributori.

Cattive condizioni igieniche e shock termici sono, ovviamente, i nemici principali di una conservazione corretta di tutti i prodotti food and beverage. Nell’ambito di un controllo in fase di trasporto gli aspetti principali da considerare sono:

  • Requisiti e igiene del veicolo
  • Idoneità veicolo nel trasporto a temperatura controllata
  • Conformità della temperatura
  • Rischi di contaminazione dei prodotti

 

Le sanzioni nel trasporto alimenti sono… salate

In realtà quando parliamo di sanzioni non ci riferiamo solo ai controlli della polizia stradale nell’ambito del trasporto su strada di sostanze alimentare ma ad un sistema di regole, dal sistema di autocontrollo HACCP alle norme europee fino alle leggi nazionali che recepiscono e applicano le direttive comunitarie.

Parlare di sanzioni salate nel trasporto alimenti può sembrare un gioco di parole ma è la verità. “Chiunque, nei limiti di applicabilità del regolamento (CE) n. 853/2004, effettua attività di macellazione di animali, di produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o dai locali a tale fine riconosciuti ai sensi del citato regolamento ovvero la effettua quando il riconoscimento e' sospeso o revocato e' punito con l'arresto da sei mesi ad un anno o con l'ammenda fino a euro 150.000, in relazione alla gravità dell'attività posta in essere”. Anche se il comma 1 dell’articolo 6 del Decreto Legislativo 193/07 non riguarda espressamente il trasporto rende perfettamente l’idea dei rischi che corrono le aziende che non rispettano le regole in fatto di sicurezza alimentare.

Prima di proseguire, una precisazione è d’obbligo: nel trasporto alimenti il rischio non è solo di incorrere in sanzioni pecuniarie (le classiche multe) ma anche in determinate fattispecie di reato in ambito penale.

Ecco perché dotarsi di strumenti informatici in grado di assicurare la conformità dei processi di lavorazione, conservazione ecc. diventa assolutamente indispensabile.


Sanzioni e norme igeniche nel trasporto alimenti: il regolamento CE n. 853/2004 

Partiamo da un presupposto: tutte le imprese del settore alimentare devono essere conformi al regolamento (CE) n. 852/2004 che stabilisce le norme in materia di igiene dei prodotti alimentari. Questo provvedimento definisce come condizione necessaria quella di garantire un livello elevato di tutela dei consumatori in merito alla sicurezza degli alimenti.


La normativa ATP sul trasporto di alimenti deperibili

L’Accord Transport Perissable, noto anche con la sigla ATP è il protocollo internazionale che regola i trasporti frigoriferi refrigerati a temperatura controllata di alimenti deperibili destinati all'alimentazione umana.

Questa normativa fissa le regole nella costruzione degli allestimenti isotermici per i trasporti frigoriferi refrigerati, determina quali sono gli alimenti deperibili da trasportare in regime di temperatura controllata e, in generale, impone una serie di prescrizioni per gli utilizzatori.

Il Decreto Legislativo 6 novembre 2007 ha fissato i dettagli del cosiddetto pacchetto igiene e trasporto di alimenti prevedendo sanzioni che vanno da un minimo di 148 euro per circolazione con certificato ATP scaduto fino a 1000 euro per il trasporto in vani non adeguati.


Trasporto alimenti, le sanzioni e il sistema di autocontrollo HACCP

Ogni azienda che produce o somministra generi alimentari è soggetta all’obbligo di dotarsi di un sistema di autocontrollo alimentare. Nello specifico l’HACCP (Hazard Analysis Critical Control Point), è lo strumento indispensabile e obbligatorio per tutte le attività che trattano alimenti che hanno come obiettivo la garanzia della sicurezza igienica e della commestibilità. E non riguarda solo le aziende produttrici ma anche quelle che si occupano del trasporto alimenti.

L’impresa che non predispone procedure di autocontrollo basate sui principi HACCP è soggetta a sanzioni che vanno da un minimo 1.000 euro a un massimo di 6.000 euro.


 Il Decreto Legislativo 193 del 2007 e le sue sanzioni nel trasporto alimentare

Il Decreto Legislativo 193/07, relativo all’attuazione della direttiva 2004/41/CE sui controlli in materia di sicurezza alimentare prevede diverse tipologie di sanzioni all’articolo 6. In particolare, al comma 5 recita: “Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore del settore alimentare operante ai sensi dei regolamenti (CE) n. 852/2004 e n. 853/2004 a livello diverso da quello della produzione primaria che non rispetta i requisiti generali in materia di igiene di cui all'allegato II al regolamento (CE) n. 852/2004 e gli altri requisiti specifici previsti dal regolamento (CE) n. 853/2004 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 3.000

Naturalmente, questi requisiti di igiene riguardano tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti.


Perché rischiare inutilmente sanzioni nel trasporto alimenti?

Perché correre rischi inutili quando oggi le aziende hanno a loro disposizione soluzioni informatiche in grado di gestire tutte le fasi della filiera agroalimentare assicurando la realizzazione di prodotti di qualità e garantendo al tempo stesso, in caso di emergenza, la possibilità di rintracciare tempestivamente lotti a rischio per ritirarli immediatamente dagli scaffali?

La risposta la si trova in un buon ERP e nel Product Lifecycle Management. Le migliori soluzioni informatiche di PLM for process, infatti, non si limitano a snellire la catena del valore e a ridurre i tempi di time to market, ma garantiscono un processo di compliance più agevole e preciso, grazie alla capacità di gestire in modo integrato tutti i processi di conformità.

Le sanzioni nel trasporto alimenti sono numerose e subirne può danneggiare pesantemente l’immagine aziendale e considerata l’entità queste multe possono incidere pesantemente sui conti societari.

Ma le aziende, oggi più che mai, hanno tutti gli strumenti per evitare brutte sorprese e, soprattutto, velocizzare e ottimizzare i processi.


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Tags: Tracciabilità alimentare