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Demand planning, come migliorare la capacità di risposta al mercato

30 aprile 2021 / da Sinfo One

Le imprese oggi hanno la necessità di aumentare la propria resilienza prevedendo scenari accurati in poco tempo, di accelerare i processi decisionali per riuscire a far fronte a un mercato sempre più complesso e volatile e per prepararsi a prosperare nell’era post-crisi.

In tal senso, tra le attività che un’azienda può intraprendere, quella della demand planning è sicuramente una delle più strategiche e redditizie. Infatti, il suo impatto si fa sentire su tutti i reparti dell’organizzazione, dalle vendite al marketing dalla produzione alla distribuzione, consentendo all’azienda stessa di essere più proattiva e ponendola nella posizione di evitare costose sorprese dell'ultimo minuto.

Alla luce dei rischi che si possono correre a fronte della mancanza di un’adeguata demand planning, le aziende stanno quindi adottando tecniche sempre più sofisticate di pianificazione, che sappiano sfruttare al meglio la mole di dati disponibili. Si enfatizza quindi il valore di un approccio più incentrato sulla domanda: questo modello garantisce infatti più elevati livelli di servizio e una maggiore efficienza operativa, con costi più contenuti. Vediamo perché.


Una precisa pianificazione

I continui progressi dei software di demand planning permettono alle aziende di aumentare sempre più l’accuratezza delle previsioni.

Per esempio, nel settore Consumer Packaged Goods (CPG) il sistema può connettersi ai dati del punto vendita ed estrarre informazioni sulle preferenze dei clienti, consentendo di incorporare in tempo reale i dati stessi nelle analisi e nelle pianificazioni. Non solo. È anche possibile integrare informazioni che vengono da fonti esterne (provenienti per esempio da report, quali le ricerche Nielsen) o dati climatici, fondamentali per alcuni comparti, come i prodotti della catena del freddo.

L’obiettivo è sempre il medesimo: consentire di utilizzare tutte le informazioni per aumentare la precisione della demand planning e presidiare al meglio un mercato soggetto a significative oscillazioni nelle abitudini di acquisto.

In questo senso, il software di demand planning si avvale sempre più spesso dell'intelligenza artificiale e dell'apprendimento automatico, per elaborare enormi quantità di informazioni e identificare tendenze e pattern che un essere umano non riuscirebbe a individuare. Chi si occupa di pianificare la domanda può quindi utilizzare queste informazioni per adeguare rapidamente le attività, ottimizzando approvvigionamenti, produzione e costi.


Implementare il software giusto

Oggi i sistemi di demand planning sono disponibili in una miriade di soluzioni differenti, quindi scegliere quello giusto può essere complicato. Quando si valuta l’acquisto di un software di demand planning, è importante esaminare la sua capacità di gestire le “sfumature” di previsione e la loro affidabilità, di fornire reporting, nonché la reputazione del fornitore. In aggiunta, la visibilità in tempo reale sui movimenti del magazzino insieme a rapporti sulle metriche che dipingono un chiaro quadro operativo e l'estrazione e l'aggregazione dei dati, che permettono di identificare le aree di miglioramento, possono aiutare a creare modelli di processo più agili.

Un’ottima opportunità è quella di soddisfare le esigenze di demand planning attraverso un sistema di EPM (Enterprise Performance Management). Un EPM, infatti, consente di analizzare, comprendere e creare report sulle performance aziendali, guidando le strategie, la pianificazione e la definizione di budget. Offre poi l’opportunità di creare insight gestionali (i quali si sommano ai dati operativi forniti dall’ERP - Enterprise Resource Planning), di coinvolgere elementi organizzativi e di processo divenendo una leva decisiva per rispondere prontamente ai cambiamenti continui del mercato.

Anche chi in azienda si occupa di gestire la supply chain può ricorrere all’uso di uno strumento per la demand planning potendo amministrare le scorte in modo più snello e più aderente all’andamento della domanda. E questo può fornire nuove opportunità per ridurre i costi delle operazioni, aumentare i ricavi e, in definitiva, rendere l’azienda più competitiva. L’EPM può essere usato efficacemente per la demand planning sia dalle grandi aziende sia dalle realtà di piccole dimensioni.


L’evoluzione della pianificazione della domanda

Fino a qualche tempo fa, pianificare la domanda significava impostare un’offerta basandosi su dati consolidati, che potevano anche essere oramai lontani dal presente. La tecnologia non permetteva di andare oltre.

Oggi le cose sono molto diverse: è possibile adeguare l’operatività e gli obiettivi a breve, pianificando il domani basandosi su quanto accade oggi. Dai social network si possono apprendere preziose informazioni su che cosa pensano i clienti o che cosa propone la concorrenza. Dai sensori dell’IoT (Internet of Things) e dall’industria 4.0 si possono avere, in tempo reale, precise informazioni su come procede la produzione o su come sta agendo la logistica.

Le tecnologie attuali, se si è in grado di padroneggiarle, consentono infatti di dar vita a sistemi talmente agili che possono ricavare informazioni sull’andamento delle attività anche mentre sono in esecuzione. Questo, ad esempio, permette di intervenire per modificare da un giorno all’altro una promozione che non sta dando i risultati sperati, migliorare una catena produttiva, ottimizzare la logistica o evitare il blocco macchina attraverso una manutenzione predittiva.

Tutte queste opportunità offrono un nuovo supporto alla costruzione di un’offerta basata su una demand planning che è una reattiva risposta all’effettiva domanda, e non frutto di una plausibile ipotesi.


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Tags: Gestione vendite