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Sfrutta il credito imposta RSID: chi, cosa, come, quando

21 ottobre 2021 / da Sinfo One

Il credito di imposta RSID (Ricerca, Sviluppo, Innovazione, Design) è, secondo il documento ufficiale del MISE1, una misura che punta a “stimolare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione tecnologica per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale e nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale”.

Gli sgravi fiscali concessi rappresentano un'opportunità da cogliere tanto per le singole aziende quanto per il sistema Italia. Lo stesso MISE, infatti, pone l’accento sulla “natura sistematica” e sull’aumento complessivo “dello stock di conoscenza” indotto dalle attività di ricerca, sviluppo e innovazione. Questo per rimediare a un deficit competitivo di molte nostre aziende.

Secondo uno studio Istat2 di qualche anno fa, gli investimenti in R&S da parte italiana collocano il nostro Paese al 13° posto nella classifica UE. L’incidenza sul PIL di tali investimenti è pari allo 0,90%, ben al di sotto di quell’1,53% individuato come target nazionale dalla Strategia Europea 2020.

I dati si riferiscono al 2018, e nel frattempo il clima è cambiato. Piano Transizione 4.0 e Next Generation EU mettono oggi a disposizione somme notevoli per gli investimenti in attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design. L’enfasi è soprattutto sui progetti innovativi diretti alla transizione verde e alla trasformazione digitale, che ottengono infatti massimali di credito d’imposta ad hoc.

L’innovazione e la digitalizzazione rendono più efficienti le imprese italiane: ancora un rapporto Istat, citato da Agenda Digitale3, segnala come il 96% delle imprese digitalmente mature non abbia subito ridimensionamenti delle proprie attività durante il lockdown.

Gli investimenti in ricerca e innovazione, inoltre, rendono le nostre imprese più competitive. Il credito imposta RSID è, allora, un incentivo a crescere qualitativamente. Con soluzioni che garantiscano innovazione di prodotto e di processo, meglio se in direzione green, è possibile capitalizzare sulle eccellenze del Made in Italy e posizionarsi meglio sui mercati esteri.

Accade già con molte aziende con cui collabora Sinfo One, nel settore agrifood e non solo, che hanno intuito le opportunità di un investimento mirato in innovazione e ricerca. Vediamo allora, più nello specifico, che cos’è il credito d’imposta RSID: a chi si rivolge, in cosa consiste e come ottenerlo.


A chi si rivolge il credito RSID

La misura è aperta alle imprese di ogni ordine e settore, purché residenti sul territorio italiano e in regola con i principali adempimenti. In particolare, per accedere al credito l’azienda deve rispettare gli obblighi di sicurezza sul posto di lavoro ed assicurare il versamento dei contributi ai dipendenti.

Le integrazioni alla misura originaria approvate dal Decreto Rilancio, poi parzialmente confermate dalla Legge di Bilancio 2021, elevano l’importo del credito d’imposta RSID per le aziende che hanno sede nel Mezzogiorno. In particolare, vengono individuati tre diverse aliquote:

  • al 25% per le grandi imprese;
  • al 35% per le medie imprese;
  • al 45% per le piccole imprese.

L’intenzione è quella di favorire investimenti virtuosi in innovazione anche da parte di realtà più piccole e con minore capacità di spesa.


Cosa viene agevolato

Il credito di imposta RSID si applica in misura lievemente diversa a ciascuno dei quattro ambiti indicati dall’acronimo. Agevola quindi gli investimenti in:

  • ricerca fondamentale e ricerca industriale. Quindi sia lavori di tipo teorico e slegati da un’applicazione immediata, sia lavori a carattere più pratico e mirato sulle attività produttive;
  • sviluppo sperimentale. I lavori che verificano la fattibilità concreta di processi o prodotti individuati in fase di ricerca;
  • innovazione. La concreta messa a punto di procedure o prodotti di nuova ideazione. Una significativa maggiorazione viene applicata agli investimenti in innovazione digitale e green, indirizzati per esempio all’economia circolare o in altro modo all’ecosostenibilità;
  • design e ideazione estetica. Investimenti diretti alla produzione in settori strategici del Made in Italy come tessile e moda, calzaturiero, mobile e arredo.

 

Come ottenere il credito d’imposta RSID

Il credito viene concesso dopo comunicazione al MISE e dietro presentazione delle relative asseverazioni. Le spese sostenute vanno certificate dal soggetto incaricato della revisione dei conti o, per le imprese che non hanno obbligo legale di revisione, da altro soggetto qualificato. Alla nota spese vera e propria, deve accompagnarsi una relazione tecnica che illustri le finalità del progetto, i contenuti e i risultati attesi.

Il credito d’imposta viene concesso in compensazione e in tre quote annuali di pari importo. Fatte salve le maggiorazioni sopra elencate per le aziende del Mezzogiorno, le aliquote sono le seguenti:

  • 20%, su un investimento massimo di 4 milioni di euro, per spese in ricerca e sviluppo;
  • 10%, su un investimento massimo di 2 milioni di euro, per spese in innovazione e design.

Un’aliquota diversa, pari al 15%, viene applicata agli investimenti in innovazione tecnologica mirati a obiettivi di transizione ecologica o innovazione digitale 4.0.


Quando attivarsi per accedere al credito

Il credito d’imposta RSID, allo stato attuale, è in vigore fino al 31 dicembre 2022.

La maggiorazione delle aliquote introdotta dalla Legge di Bilancio 2021 sarà effettiva per i lavori le cui spese siano rendicontate a partire da gennaio 2021.

Per le spese sostenute nel periodo d’imposta 2020, invece, si applicano gli sgravi previsti dalla Legge di Bilancio 2020. Le aliquote sono così pari rispettivamente al 12% e al 6%, su massimali di 3 milioni di euro per gli investimenti in R&S, 1,5 milioni per le altre tipologie.


1 Fonte: MISE
2 Fonte: Istat
3 Fonte: Agenda Digitale

 

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Tags: Digital Transformation